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 Pavillon belge, Giardini, Venise (I) (© Jan Kempenaers)
Pavillon belge, Giardini, Venise (I) (© Jan Kempenaers)

Siamo lieti di presentarvi la nuova esposizione del Padiglione del Belgio alla Biennale di Venezia.

 

La Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia si svolge ogni due anni, da maggio a novembre, sotto l'egida di un curatore generale che propone un tema per tutti i contributi alla Biennale Architettura, sia all'Arsenale che nei padiglioni nazionali dei Giardini.

 

La curatrice Lesley Lokko (Ghana/Scozia, fondatrice e direttrice dell'African Futures Institute) ha scelto per questa 18a edizione il concetto di Laboratorio del futuro. Come preambolo alla Biennale, utilizza una formula che risuona particolarmente con l'immaginazione sviluppata dai giovani architetti di Bento e dal filosofo e psicologo Vinciane Despret in "In Vivo": "Più che gli edifici, le forme, i materiali o le strutture, è la capacità dell'architettura di cambiare il modo in cui vediamo il mondo il suo dono più prezioso e potente. Immaginiamo la nostra mostra come una sorta di officina, un laboratorio in cui architetti e professionisti provenienti da un'ampia gamma di discipline creative traggono esempi dalle loro pratiche contemporanee che tracciano un percorso che il pubblico - partecipanti e visitatori - può seguire, immaginando da sé ciò che il futuro può riservare".

Questo è esattamente l'obiettivo dei curatori del padiglione belga.

Il team è composto dagli architetti Florian Mahieu, Corentin Dalon, Charles Palliez (Bento Architecture) e dal filosofo e psicologo Vinciane Despret. Diversi partner sono coinvolti nello sviluppo della mostra: Corentin Mahieu (designer di mobili e scenografa), Juliette Salme (antropologa), Corentin Mullender (microbiologo), Permafunghi (azienda che produce materiali a base di micelio).

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